Chiesa di San Michele Arcangelo

La Chiesa di San Michele Arcangelo sorge sul lato Nord di Piazza San Nilo, la sua fondazione risale all’Alto Medioevo tra gli anni 797 - 817 e fu voluta dall’abate Gisulfo il quale fondò qui il Monastero di Sant’Angelo, il monastero locale più importante dopo Montecassino. È difficile pensare che questa Chiesa abbia più di 1200 anni, d’altronde in tutti questi anni la sua struttura ha subito svariate modifiche dovute a numerosi restauri, interventi strutturali ed eventi sismici avvenuti nel corso dei secoli.

Esterno

La struttura si sviluppa su una pianta longitudinale che all'esterno presenta una facciata bianca a capanna decorata con delle sottili cornici di colore grigio-azzurro che seguono il perimetro della facciata e che dividono idealmente la facciata in due registri. Il portale è affiancato ai lati da due lesene doriche a due livelli che sorreggono un arco a tutto sesto che circonda una semplice lunetta sovrastante una finestra con decorazioni interne in ferro. In alto troviamo un rosone con una vetrata che raffigura la statua di San Michele Arcangelo venerata nella Chiesa, inquadrata da due colonne doriche con un arco ribassato. Sulla destra, posto lievemente più in avanti, si trova il campanile suddiviso in quattro registri da quattro cornici. Il registro centrale presenta su due facce due fori circolari in ognuno dei quali è inserita una stella sagomata a otto punte. L’ultimo registro è più slanciato rispetto agli altri tre e presenta su ogni faccia una apertura con arco a tutto sesto.

Interno

L’ambiente interno è composto da un’aula unica absidata suddivisa in tre campate rettangolari delimitate da otto pilastri. La Chiesa è decorata con numerose pitture neoclassicheggianti eseguite nel 1955. I pilastri presentano un’elegante decorazione a motivo floreale mentre il soffitto presenta una serie di lacunari dipinti. L’abside di San Michele Arcangelo è sostenuto da due colonne corinzie a fusto liscio di origine romana mentre il catino absidale presenta un vasto dipinto dove in alto vi è raffigurata la Vergine circondata da angeli e in basso gli Arcangeli Gabriele e Raffaele. L’altare principale fu costruito nel 1975 su dono della signora Caterina Rossi a seguito della demolizione del precedente altare maggiore. Sul lato sinistro dell’ultima campata si trova la Cappella di San Giuseppe nella quale vi è un magnifico altare neoclassico rivestito con marmi policromi. Sul lato destro invece si trova l’altare maggiore dell’Addolorata, costruito nel 1933 a ricordo dei signori Benedetto e Maria Civita Di Cicco.

Statua di San Michele Arcangelo

La statua di San Michele Arcangelo è la scultura più importante che si venera all’interno della Chiesa. Essa è fatta in legno, è alta 140 cm ed è stata scolpita attorno alla seconda metà del XIX secolo. Purtroppo non sappiamo chi sia stato l’autore né tantomeno sappiamo se la scultura sia stata commissionata o donata da qualcuno. San Michele appare come un giovane uomo ed è colto nell’atto di sottomettere il Maligno. Egli indossa un’armatura con un elmo piumato, un paio di calzari ai piedi e sulla spalla sinistra indossa un fluente mantello rosso che ondeggia verso la sua destra. Nella mano destra tiene una spada sottile mentre con la mano sinistra indica il Diavolo, il è raffigurato come una bestia dalle sembianze canine, molto inusuale per l’iconografia del Santo. La figura di San Michele sembra essersi appena posata dopo un volo e anche se ci fa avvertire una sensazione di potenza, essa rimane leggera e i suoi gesti delicati e aggraziati.

Acquedotto Romano

L’Acquedotto Romano fu costruito tra il 43 e il 54 d.C. sotto l’impero di Tiberio Claudio nell’attuale località Campo con lo scopo di portare l’acqua delle sorgenti all’antica Casinum. Il suo condotto è lungo 22 km e attraversa diverse località limitrofe dove in alcuni tratti sbuca dal verde e si lascia intravedere. Nonostante le numerose fonti visive e scritte, è difficile ancora oggi stabilire tra tutti i nomi rivenutaci e le varie ipotesi chi ha commissionato e chi ha progettato e realizzato questo capolavoro di ingegneria antica. In passato è stata ritrovata un’incisione su una parete in pietra levigata nella località di Casalucense con la dedica dell’acquedotto alle Ninfe eterne. Presso la sorgente sono ancora oggi ben visibili e ben conservati i condotti, i pozzi e un grande serbatoio nascosti tra la vegetazione.

Fortini Tedeschi

I Fortini Tedeschi sono una serie di rifugi costruiti dai soldati tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale lungo le cime di Monte Cifalco il punto più estremo della Linea Gustav. Questi rifugi venivano stabiliti in piccole grotte o in aperture naturali o sotterranee, scavati nella roccia o costruiti con pietre e altri materiali naturali reperibili nell’ambiente circostante. Ogni fortino aveva una funzione specifica: alcuni erano usati per l’osservazione della vallata, alcuni fungevano di ricoveri e alcuni servivano per attaccare. Sulle pareti di alcuni fortini infatti sono stati praticati dei piccoli fori circolari, che presumibilmente servivano a far passare le canne dei fucili e piccole aperture affacciate verso Sud. Questi rifugi sono rimasti quasi totalmente invariati in tutti questi anni ed è possibile ancora oggi trovare al loro interno resti di scatolame e frammenti di granate lungo le cime di Monte Cifalco, il che lo rende senz’altro un museo a cielo aperto.