La Vita di un Tempo

La vita a Valleluce è sempre stata caratterizzata dalle tipiche attività di paese come la coltivazione della vite e dell’ulivo e l’allevamento di bestiame. Un tempo vivere a Valleluce voleva dire vivere in una comunità in cui tutti si conoscono, tutti condividono qualcosa e tutti si aiutano a vicenda nelle faccende quotidiane e nel lavoro. Ancora oggi possiamo osservare le reliquie di quei tempi passati, ovvero i forni per il pane, le stalle e i frantoi sparsi tra i vicoli e i mulini posti fuori dal paese. Una curiosa caratteristica che il paese possiede tutt’ora oggi è l’assegnazione di soprannomi, spesso comici, con i quali vengono identificate diverse persone. Questo, già in passato, fu dovuto al fatto che la maggior parte delle persone di Valleluce possedevano lo stesso cognome e la soluzione a tale problema furono i soprannomi.

Sagra del Panemmollo

Feste e Tradizioni

La Sagra del Panemmollo è un evento tradizionale che si festeggia ogni anno la prima Domenica di Agosto. Proprio durante il pomeriggio della Domenica i membri dell’Associazione Culturale “Il Panemmollo” preparano presso il Centro Anziani il tipico piatto di Valleluce in tutte le sue varietà per servirlo la sera stessa in Piazza San Nilo. Il Panemmollo viene portato in un corteo composto da donne in costume ciociaro che portano sul capo le canestre come si usava un tempo e da bambini in costume. Attorno a questa sagra in passato sono state organizzate altre interessanti iniziative come i Giochi Popolari che hanno coinvolto e divertito un gran numero di persone.

Presepi Nei Forni

Feste e Tradizioni

L’esposizione dei “Presepi Nei Forni” è un evento tradizionale che ha luogo a Valleluce ogni anno nel periodo natalizio da circa un ventennio. Ogni anno vengono invitati a partecipare persone, famiglie, associazioni, gruppi e istituti scolastici di vario ordine e grado. Ogni partecipante esegue il proprio elaborato a seconda delle proprie capacità, fantasia e creatività con diversi materiali e svariate tecniche. I lavori ultimati vengono infine collocati nelle vecchie cantine, stalle, frantoi, abitazioni e soprattutto all’interno dei vecchi forni per il pane sparsi tra i vicoli del paese, decorati con addobbi e luci di Natale. Le feste natalizie sono in assoluto il momento in cui il paese assume l’aspetto più suggestivo durante il corso dell’anno.

I Dodici Mesi

Feste e Tradizioni

“I Dodici Mesi” è la rappresentazione sotto forma di corteo dell’omonima composizione di strofe in rima che si usava fare durante l’ultima Domenica di Carnevale. Il 26 Febbraio 2017 però, grazie all’Associazione Culturale “Vagliù", questa vecchia usanza è stata recuperata e di nuovo apprezzata. Il corteo è composto principalmente da dodici persone che cantano ognuno una strofa della filastrocca e che sono vestite in modo da rappresentare il mese assegnato. Seguono i musicisti che accompagnano i cantori e infine gli spettatori e i bambini in costume.

Feste Religiose

Feste e Tradizioni

Molto sentite dagli abitanti di Valleluce sono anche le principali feste religiose nelle quali hanno sempre partecipato attivamente, soprattutto nella processione del Venerdì Santo e nella processione del Santo Patrono. È usanza a Valleluce che durante la processione del Venerdì Santo le statue dell’Addolorata e di Gesù Morto seguano due percorsi diversi per poi rincontrarsi davanti il cimitero e rientrare in Chiesa. Per questa occasione si preparano ancora oggi delle grandi fiaccole fatte di “stramma”, legata in fasci che vengono accese per accompagnare le immagini sacre lungo il percorso che è quasi totalmente buio.

Panemmollo

Cucina Tipica

Il Panemmollo è il piatto più conosciuto di Valleluce nonché il più tipico. Esso era il pasto che gli abitanti di Valleluce potevano permettersi e che consumavano quotidianamente a casa e a lavoro. Nei tempi passati si viveva del raccolto delle proprie terre e il pane non veniva preparato ogni giorno, perciò per poter sfamare l’intera famiglia e per poter utilizzare il pane una volta indurito, nacque il panemmollo. Esso fu infatti la soluzione a tutte queste necessità, anche perché poteva essere mangiato dai più piccoli dai più anziani. Esso veniva preparato con tutte le verdure che l’orto disponeva disposte su una base di pane secco ammollato con il brodo della stessa verdura con l’aggiunta di pezzetti di lardo, prosciutto o salsiccia. Quando si andava a lavorare nei campi le donne portavano la canestra di panemmollo sul capo con una tovaglietta chiamata “spara” e all’ora di pranzo lo servivano adagiando la canestra a terra su una tovaglia attorno alla quale si disponevano tutti.

Calascioni

Cucina Tipica

I calascioni sono i dolci che si usavano preparare per Pasqua e durante il periodo pasquale. Essi sono fatti con una sfoglia fatta con farina, albume d’uovo, olio, zucchero e vino bianco e un ripieno fatto con ricotta, tuorlo d’uovo, vaniglia, scorza di limone dosata in base alla quantità di ricotta e zucchero. Nella fase di preparazione il ripieno viene adagiato a tocchetti sulla sfoglia e viene coperto da un altro strato di sfoglia. Successivamente si dividono le diverse unità con una rotella tagliapasta, si spalma sulla superficie dell’uovo sbattuto con zucchero e si inforna. A Sant’Elia viene preparata nello stesso periodo una variante dei calascioni chiamata “canascioni” che, a differenza dei calascioni di Valleluce, sono preparati con una sfoglia salata e hanno un ripieno di vari tipi di formaggio secco.

Cruspole

Cucina Tipica

Le cruspole sono i dolci tradizionali che si usavano preparare nelle occasioni importanti come matrimoni, comunioni, cresime e la festa patronale. Esse vengono ricavate da una sfoglia di impasto fatto con farina, uova, zucchero, burro, lievito e vaniglia tagliata a strisce con una rotella tagliapasta. Poi le strisce vengono unite a cerchio e fritte nell’olio con un’abbondate spolverata di zucchero a fine cottura.