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BOSCHI SACRI 

Quando Gisulfo, Principe di Benevento fu' nominato abate di Montecassino nel 798, fece dono a Montecassino dei territori che lo circondavano.

Individuo' le communita' piu' numerose, e anche le piu' bisognose di assistenza spirituale e vi costrui' le prime celle (dette monasteri). Valleluce fu' una delle prime, e doveva trattarsi di una numerosa comunita', che forse era tornata anche al paganesimo.

Pochi anni dopo, quando la Calabria fu invasa dai Saraceni, San Nilo di Rossano in cerca di tranquillita' si trasferisce al Monastero di St. Angelo di Valleluce, sotto l'auspizio dell'abate di Montecassino, suo cugino Aligerno.

Egli vi giunse il 26 settembre 979 insieme ai 60 con-fratelli (monaci) che avevano deciso di seguirlo. Il Monastero venne ingrandito e abbellito, i monaci non si prendevano in ozio, infatti avevano impiantato uno "scriptorium" nel quale ricevevano e traducevano delle opere dal Greco al Latino.

La fama della sua Santita' si diffuse in un baleno, e percio' tanti personaggi si inerpicavano fino a Valleluce per avere da "Lui" consigli e benedizione.Uno dei primi famosi personaggi che venne a trovare San Nilo in Valleluce, fu' Sant' Adalberto Vescovo di Praga.

Sant' Adalberto voleva restare a Valleluce , ma fu consigliato da San Nilo di ritornare nelle sue terre dove vi era tanto bisogno di un Apostolo della sua portata.

Un altro Santo che raggiunse San Nilo in Valleluce, fu' suo nipote Basilio, il quale consapevole di essere minorenne rimase nascosto sul monte Pesoluso (localita' sul crinale di Cifalco) ove costrui' un oratorio e vi rimase fino al raggiungimento di quattordici anni. Dopodiche' scese  da San Nilo e chiese di essere ammesso nel Monastero di St. Angelo. Da allora fu' chiamato Bartolomeo ed eventualmente venne santificato.

San Bartolomeo divento' il successore di San Nilo e a Grottaferrata fondo' un bellisimo Monastero, a noi invece ci lascio' il suo oratorio che rimase per molti anni il "romitorio" dove si ritiravano gli eremiti di quel tempo.

Nel 994 San Nilo decise di trasferirsi a Gaeta e poi a Grottaferrata dove eventualmente costrui la famosa Basilica. Partito San Nilo il Monastero di Valleluce torno' ai monaci Benedettini che ripristinarono il rito cattolico al posto di quello Bizantino dei Greci.

Nel 1055 venne eletto abate a Montecassino Pietro I (Primo) il quale riconoscendosi non adatto a tale incarico, si ritiro' nel monastero  di Valleluce, dove volle vivere una vita semplice da monaco con i suoi confratelli. Opero' nel luogo diversi miracoli. Fu' in appresso santificato con il nome di San Pietro Abate.

Nel 1239 i monaci di Montecassino furono costretti a trasferirsi a Valleluce dopo l'occupazione militare dell'abbazia di Montecassino da parte del Imperatore Federico II (il secondo). Tra questi monaci che vennero a Valleluce c'era anche San Tommaso D'Aquino.

Quindi Valleluce dal 979 al 1239 (per circa trecento anni) aveva ospitato Cinque Santi,  questi avevano passato sulla nostra terra (terra sacra) ed avevano attaversato i nostri boschi (Boschi Sacri). 

Verso la fine del 1400 quando i monaci ritornarono a Montecassino, lasciarono molte terre alle famiglie di contadini che gia' le lavoravano, grandi estensioni di terre lavorative intorno al paese, compreso il Monastero, il Colsalera, Colmorello, Serretella furono comperati dalla famiglia Picano di S.Elia. Il Monastero alla fine fu' trasformato in abitazione privata.

01/01/09